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08/09/2026   Cardinale Days, debutto col botto: la prima edizione conquista la filiera

Si è conclusa con eccellenti feedback la prima edizione dell’evento promosso da Cardinale Group e organizzato da Ma.Mu Divisione Eventi, che il 5 e 6 settembre ha portato ad A1 Expò di Caserta business, networking, innovazione, spettacolo e nuove opportunità di incontro per i professionisti della ferramenta e della termoidraulica.

Caserta, settembre 2026 - Due giornate intense, un pubblico numeroso, aziende, professionisti e operatori riuniti sotto lo stesso tetto. È questo il bilancio della prima edizione di Cardinale Days, l’evento B2B promosso da Cardinale Group e organizzato da Ma.Mu Divisione Eventi, che il 5 e 6 settembre ha trasformato A1 Expò di Caserta in un grande spazio dedicato al business, alle relazioni e alla condivisione. La manifestazione ha centrato l’obiettivo di creare un nuovo punto di incontro per il mondo della ferramenta e della termoidraulica, mettendo in connessione clienti, fornitori, aziende partner e professionisti.

Un’occasione concreta per conoscere prodotti e soluzioni, intercettare le novità del mercato, confrontarsi sulle evoluzioni dei settori e, soprattutto, costruire nuove opportunità commerciali. Il successo della prima edizione conferma la forza di un format che mette al centro le persone e le relazioni, trasformando l’appuntamento fieristico in un’esperienza più ampia, capace di unire confronto professionale, business e convivialità.

Affari, innovazione e un programma che ha coinvolto tutti

Il cuore pulsante dell’evento è stata l’ampia area espositiva, dove le aziende partner hanno incontrato direttamente clienti e operatori, presentando prodotti, novità e soluzioni per i due comparti. Ma Cardinale Days è andato ben oltre la dimensione espositiva. Il programma ha alternato momenti di networking, approfondimento e confronto professionale a numerose occasioni di socialità e intrattenimento, creando un’atmosfera dinamica e partecipativa per tutta la durata della manifestazione. Grande attenzione è stata dedicata anche alle famiglie, con un’area bimbi pensata per accogliere i più piccoli e permettere a tutti di vivere l’evento in modo piacevole e coinvolgente.

E quando è arrivato il momento dello spettacolo, Cardinale Days ha alzato ulteriormente il ritmo. Il pubblico ha assistito allo spettacolo di Biagio Izzo, seguito dalla serata Ritmo 90 e dalla DJ Night, trasformando la giornata in una vera festa. La partecipazione di Elisabetta Gregoraci ha portato ulteriore energia e intrattenimento, contribuendo al clima di festa e convivialità. Un programma costruito per accompagnare il pubblico dalla dimensione professionale a quella più informale, rafforzando quello che è stato uno degli elementi distintivi della manifestazione: la capacità di far incontrare business e relazioni in un contesto che ha coinvolto persone di età e interessi diversi.

Ferramenta e termoidraulica, insieme per guardare avanti

La vera novità di Cardinale Days è stata però la sua capacità di mettere insieme due mondi complementari: ferramenta e termoidraulica. Due filiere differenti, ma accomunate da esigenze, sfide e opportunità sempre più trasversali, che per due giorni hanno trovato uno spazio comune di confronto.

“Con Cardinale Days abbiamo voluto dare vita a qualcosa di veramente nuovo: un evento capace di mettere insieme business, innovazione e relazioni, ma anche di creare un’esperienza che coinvolgesse realmente le persone. La risposta di clienti, partner e aziende è stata straordinaria e ci conferma che abbiamo intrapreso la strada giusta. Aver riunito il mondo della ferramenta e quello della termoidraulica in un unico appuntamento è per noi un risultato importante. Questo è solo l’inizio: vogliamo far crescere Cardinale Days e trasformarlo in un appuntamento sempre più forte e riconoscibile per tutta la filiera”, dichiara Carmine Cardinale, titolare di Cardinale Group.

La prima edizione di Cardinale Days ha dunque lanciato un messaggio chiaro: l’evento ha tutte le caratteristiche per diventare un appuntamento di riferimento per la ferramenta e la termoidraulica, con l’ambizione di crescere ancora, ampliare le opportunità di incontro e consolidare nel tempo una community sempre più forte attorno a Cardinale Group.

Cardinale Group è una realtà che opera su tutto il territorio nazionale attraverso Cardinale Group Srl, Cardinale Ferramenta Spa e Aeffe Service Srl. Numeri e struttura raccontano la dimensione di un Gruppo che continua a investire per essere sempre più vicino ai propri clienti: 150.000 metri quadrati di aree lavorative coperte, circa 60.000 articoli disponibili a magazzino e una rete logistica in grado di garantire consegne rapide in 24/48 ore. Un’organizzazione costruita per sostenere la crescita dei professionisti e degli operatori della filiera e che trova negli eventi come Cardinale Days un ulteriore strumento per rafforzare il rapporto diretto con il mercato.

07/09/2026   Progress Profiles rinnova la partnership con Udinese Calcio

Prosegue la collaborazione tra Udinese Calcio e Progress Profiles: l’azienda italiana attiva nelle soluzioni tecniche e di design per l’edilizia sarà Official Partner del Club anche nella stagione sportiva 2026/27.

Udinese Calcio è lieta di annunciare il rinnovo della partnership con Progress Profiles, che conferma il proprio ruolo di Official Partner del Club per la stagione 2026/27. La collaborazione tra Udinese Calcio e Progress Profiles prosegue nel segno di valori condivisi quali innovazione, qualità, affidabilità e visione internazionale, rafforzando il legame tra due realtà accomunate dalla ricerca dell’eccellenza e dalla capacità di guardare al futuro.

Progress Profiles, eccellenza italiana nel settore dell’edilizia

Da oltre quarant’anni, Progress Profiles rappresenta un punto di riferimento nella progettazione e produzione di profili tecnici, sistemi di posa e soluzioni di design per l’architettura e l’edilizia.

L’azienda è un’eccellenza del Made in Italy riconosciuta a livello internazionale e vanta una presenza consolidata in oltre 90 Paesi. Con 4 sedi nel mondo, 1 centro di formazione, 220 dipendenti, 120 professionisti tecnico-commerciali e 30 brevetti, Progress Profiles mette a disposizione del mercato più di 15.000 soluzioni dedicate al settore dell’edilizia e dell’architettura.

Un percorso di crescita fondato su ricerca, innovazione e competenza che trova nella partnership con Udinese Calcio un ulteriore punto di incontro, all’insegna di una comune vocazione internazionale.

Progress Profiles Official Partner dell’Udinese anche nel 2026/27

Anche durante la stagione 2026/27, il marchio Progress Profiles sarà presente al Bluenergy Stadium e sui canali ufficiali di Udinese Calcio, consolidando una partnership costruita su eccellenza, affidabilità e attenzione all’innovazione.

Il rinnovo della collaborazione conferma la volontà delle due realtà di proseguire un percorso condiviso, valorizzando la visibilità del brand Progress Profiles attraverso il mondo bianconero e rafforzando una collaborazione che unisce sport, impresa e Made in Italy.

03/09/2026   L’AI č gią in azienda. Ma chi la controlla?

Chatbot, strumenti generativi e applicazioni AI sono già utilizzati quotidianamente in molte organizzazioni. Il problema nasce quando il management non sa quali strumenti vengono usati, da chi e con quali dati.

Il problema non è l’intelligenza artificiale che l’azienda acquista, implementa e governa. È quella che entra nell’organizzazione senza che nessuno se ne accorga. Si chiama Shadow AI. Il termine non indica una specifica categoria giuridica definita dall’AI Act, ma viene utilizzato in ambito aziendale per descrivere l’impiego non governato o non autorizzato di strumenti di intelligenza artificiale da parte dei dipendenti. È l’AI che viene utilizzata autonomamente dai collaboratori, senza che l’azienda abbia preventivamente definito strumenti, regole, responsabilità e modalità di utilizzo.

Un’AI già dentro le aziende

Gli esempi sono molto più comuni di quanto si possa immaginare. L’addetto amministrativo incolla un documento in un chatbot per ottenere una sintesi. Il commerciale utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare i clienti, preparare un’offerta o scrivere una mail. Il customer care si fa suggerire le risposte da un sistema generativo. Nella maggior parte dei casi non c’è cattiva fede. C’è, piuttosto, l’utilizzo superficiale di uno strumento che funziona, fa risparmiare tempo e può aumentare la produttività. Il problema nasce quando l’azienda non sa che quello strumento viene utilizzato. Ed è proprio qui che la questione smette di essere soltanto tecnologica e diventa una questione di governance aziendale.

Prima di comprare, bisogna sapere cosa c’è già

La prima domanda che un imprenditore o un manager dovrebbe porsi non è necessariamente quale nuova piattaforma di intelligenza artificiale acquistare. È una domanda molto più semplice: quanta AI è già presente nella propria organizzazione? Quali strumenti vengono utilizzati? Chi li utilizza e per quali attività? Quali informazioni vengono inserite? Si tratta di dati aziendali, informazioni riservate o dati dei clienti? Esistono regole interne che disciplinano l’utilizzo di questi strumenti? Per rispondere non serve, almeno come primo passo, l’ennesima piattaforma. Può bastare un semplice file con cui iniziare a mappare l’AI che già circola nell’organizzazione, riportando almeno sei elementi: strumenti, persone, processi, dati, finalità e responsabilità. Perché il vero rischio della Shadow AI non è necessariamente utilizzare l’intelligenza artificiale. È utilizzarla senza sapere che la si sta utilizzando.

Quanto si può rischiare?

Il tema della responsabilità non è soltanto teorico. L’AI Act – Regolamento UE 2024/1689, all’articolo 99, prevede, in linea generale, sanzioni amministrative pecuniarie che possono arrivare fino a 35 milioni di euro oppure, se superiore, al 7% del fatturato mondiale annuo, per le violazioni più gravi, in particolare per le pratiche di IA vietate. Per altre violazioni, tra cui gli obblighi di trasparenza previsti dall’articolo 50, le sanzioni possono arrivare fino a 15 milioni di euro oppure al 3% del fatturato mondiale annuo. Per la comunicazione di informazioni inesatte, incomplete o fuorvianti alle autorità, il limite è invece fissato fino a 7,5 milioni di euro oppure all’1% del fatturato mondiale annuo. Per le PMI, l’AI Act stabilisce inoltre che la sanzione sia contenuta nel limite più basso tra la percentuale e l’importo fisso previsti. In ogni caso, la sanzione deve essere proporzionata alle circostanze del singolo caso. È quindi fuorviante affermare che, se un dipendente utilizza ChatGPT senza autorizzazione, l’azienda rischi automaticamente una sanzione da 15 milioni di euro. Il rischio va valutato in relazione a ciò che viene effettivamente fatto con l’AI e alle conseguenze che quell’utilizzo può produrre.

Quando la Shadow AI diventa davvero un problema

Il quadro può diventare molto più serio, per esempio, quando attraverso uno strumento di AI utilizzato informalmente vengono trattati dati personali, dati riservati, informazioni dei clienti o dati aziendali. In questi casi, l’utilizzo non governato dell’intelligenza artificiale può determinare una violazione del GDPR o entrare in conflitto con altre normative applicabili. È qui che la Shadow AI assume una vera rilevanza dal punto di vista manageriale. Il rischio, infatti, non è soltanto tecnologico. L’utilizzo non governato dell’AI può avere conseguenze sul piano della privacy, della sicurezza, della responsabilità e della conformità normativa. E la responsabilità manageriale passa inevitabilmente anche dalla capacità dell’organizzazione di sapere quali strumenti vengono utilizzati, da chi, per fare cosa e con quali dati.

Chi effettua i controlli in Italia?

Dal 2 agosto 2026 sono applicabili anche gli obblighi di trasparenza previsti dall’articolo 50 dell’AI Act. La Commissione europea precisa che la loro applicazione è principalmente affidata alle autorità nazionali competenti per la vigilanza del mercato. In Italia, il quadro nazionale individua diversi soggetti, ciascuno per le proprie competenze:

  • ACN – Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, quale autorità nazionale con compiti di vigilanza del mercato, in particolare per gli aspetti legati alla sicurezza e alla cybersicurezza.
  • AgID – Agenzia per l’Italia Digitale, quale autorità nazionale con funzioni di notifica, valutazione, accreditamento e monitoraggio della conformità.
  • Garante per la Protezione dei Dati Personali, per le questioni di propria competenza, soprattutto quando l’utilizzo dell’intelligenza artificiale coinvolge dati personali.

La domanda che ogni manager dovrebbe porsi

La vera sfida, dunque, non è semplicemente decidere se utilizzare o meno l’intelligenza artificiale. È governarne l’utilizzo. Per un’impresa, il primo passo può essere sorprendentemente semplice: capire quanta AI viene già utilizzata ogni giorno, quali processi coinvolge, quali dati vengono trattati e chi ne è responsabile. Perché l’intelligenza artificiale non entra in azienda soltanto quando viene acquistata. A volte è già lì. E il management non lo sa ancora.

Fonti e riferimenti

Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024, meglio conosciuto come AI Act, che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale nell’Unione Europea. Una precisazione è tuttavia importante: il regolamento prevede che l’AI Act si applichi in via generale dal 2 agosto 2026, anche se alcune disposizioni hanno date di applicazione differenti. In particolare, dal 2 agosto 2026 è applicabile l’articolo 50, relativo agli obblighi di trasparenza per determinati sistemi di IA. La Commissione europea conferma espressamente questa data.

L’articolo 50 riguarda, tra l’altro:

  • sistemi di IA che interagiscono direttamente con le persone;
  • sistemi che generano contenuti sintetici audio, immagini, video o testo;
  • obblighi di informazione e, in determinati casi, di marcatura dei contenuti generati artificialmente.

Riferimenti:

  • Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024 – AI Act.
  • Commissione europea, Orientamenti sugli obblighi di trasparenza per i fornitori e gli operatori di determinati sistemi di IA.

Articolo a cura di Denny Turi

03/09/2026   iMarketing #iFerr 136 | Ferramenta: la sfida č diventare rilevanti

Tra resistenza al cambiamento, digitalizzazione e nuove abitudini di acquisto, il settore ferramenta vive una fase di profonda trasformazione. Corrado Frigo Favalli di NSC Consulting indica le priorità per restare competitivi e rafforzare il posizionamento sul mercato.

Molto spesso le strategie rimangono sulla carta: le aziende sanno dove vogliono andare, ma mancano continuità operativa, risorse dedicate e meccanismi strutturati per trasformare la visione in azione quotidiana”. È da questa consapevolezza, maturata in oltre trent’anni di esperienza aziendale, che nasce NSC Consulting, realtà fondata da Corrado Frigo Favalli per supportare produttori, distributori e rivenditori dei settori ferramenta, brico e garden.

Con un approccio pragmatico e fortemente orientato all’operatività, la società affianca le PMI nello sviluppo commerciale, nel marketing, nel digital marketing, nella presenza online e nella gestione strategica di marketplace ed e-commerce. L’obiettivo è aiutare le aziende a trasformare le strategie in risultati concreti e a competere in un mercato sempre più digitale e dinamico.

iFerr ha intervistato Corrado Frigo Favalli per approfondire le principali sfide che il settore della ferramenta deve affrontare e le opportunità offerte dal digitale.

Leggi l'articolo completo sull'ultimo numero di iFerr magazine: CLICCA QUI

02/09/2026   Approfondimento #iColor 20 | Boris Imbiancature e Decorazioni

Le tendenze del colore per interni sono sempre più divise tra chi ama sperimentare idee innovative e chi rimane fedele a soluzioni tradizionali. Boris Delmissier, titolare di Boris Imbiancature e Decorazioni, racconta a iColor la sua esperienza.

L’imbiancatura degli interni offre oggi un ventaglio sempre più ampio di soluzioni, tra colori, decorazioni, tecniche innovative e carta da parati. Scegliere la soluzione più adatta non è semplice: oltre agli aspetti estetici, infatti, bisogna considerare caratteristiche tecniche degli ambienti, materiali utilizzati e necessità specifiche dell’abitazione.

A guidare la scelta sono anche, naturalmente, i gusti del cliente, che il professionista cerca di assecondare quando possibile, valutando però eventuali controindicazioni tecniche. Chi si occupa quotidianamente di tinteggiatura e decorazione d’interni può osservare direttamente l’evoluzione delle richieste e intercettare le nuove tendenze del settore.

Imbiancatura degli interni: tradizione o voglia di osare?

Le richieste dei clienti sembrano dividersi sempre più nettamente tra chi rimane fedele alla tradizione e chi, invece, è disposto a sperimentare con colori, decorazioni e accostamenti originali. A influenzare le scelte è anche l’età della clientela, ma non solo. Sempre più spesso, infatti, sono designer e architetti a orientare le decisioni, aiutando i proprietari di casa a definire ambienti capaci di esprimere maggiore personalità e carattere.

In questi casi non mancano le soluzioni più audaci: colori intensi, abbinamenti inusuali, decorazioni moderne e tecniche innovative. Dall’altra parte esiste ancora una fascia di clientela più conservatrice, che preferisce riproporre la stessa tinta o la stessa decorazione già presente in casa, senza modificare radicalmente l’aspetto degli ambienti.

A queste tendenze estetiche si aggiungono poi esigenze legate alle caratteristiche costruttive delle abitazioni moderne. Un esempio particolarmente significativo è rappresentato dall’isolamento termico, che può contribuire alla formazione di condensa e muffa, rendendo necessario l’impiego di prodotti specifici.

Per approfondire le principali tendenze dell’imbiancatura casa e capire quali siano oggi le richieste più frequenti, abbiamo intervistato Boris Delmissier, titolare di Boris Imbiancature e Decorazioni.

Leggi l'articolo completo sul nuovo numero di iColor magazine: CLICCA QUI

01/09/2026   CFadda: nel 2025 cresce l'impegno per la sostenibilitą

Un percorso di crescita che mette al centro persone, ambiente e territorio. È quanto emerge dal terzo Bilancio di Sostenibilità di CFadda, presentato a fine luglio, che raccoglie i principali risultati raggiunti dall'azienda nel corso del 2025 e traccia le direttrici del percorso intrapreso sul fronte ambientale, sociale e della governance.

Da oltre 140 anni legata alla Sardegna, CFadda è oggi presente sul territorio con 11 punti vendita, un canale e-commerce, oltre 34 milioni di euro di fatturato e più di 150 collaboratori. Il Bilancio di Sostenibilità conferma la volontà dell'azienda di integrare sempre più i principi della sostenibilità nella propria strategia e nelle attività quotidiane.

Persone e valorizzazione delle competenze

Le persone rappresentano uno degli elementi centrali della strategia CFadda. Al 31 dicembre 2025 l'organico era composto da 151 collaboratori, di cui 85 uomini e 66 donne. La presenza femminile assume particolare rilievo in un settore, quello del bricolage e della distribuzione specializzata, tradizionalmente caratterizzato da una minore rappresentanza delle donne.

Nel corso dell'anno l'azienda ha continuato a investire nel benessere e nella crescita professionale dei collaboratori, attraverso strumenti di welfare, iniziative di ascolto, attività di formazione e progetti interni come "Tutti a Vendere".

Tra gli appuntamenti più significativi del 2025 si conferma anche il CFadda Day, momento dedicato alla condivisione dei risultati e al rafforzamento della cultura aziendale, che ha coinvolto l'intera squadra.

Cresce la strategia omnicanale

Il 2025 ha visto anche un ulteriore sviluppo della strategia omnichannel di CFadda, con una crescita dell'offerta digitale e dei servizi rivolti ai clienti.

L'e-commerce ha superato le 70.000 referenze, mentre il servizio Web In Store ha registrato una crescita del fatturato rispetto al 2024. Nel corso dell'anno sono state inoltre lavorate 6.900 schede prodotto e il programma Fedeltà ha registrato 20.874 nuovi iscritti.

Numeri che testimoniano il progressivo rafforzamento dell'integrazione tra i punti vendita fisici e i canali digitali, con l'obiettivo di offrire ai clienti un'esperienza di acquisto sempre più completa e accessibile.

Sostenibilità e attenzione al territorio

L'impegno di CFadda si estende anche alle comunità locali. Nel 2025 l'azienda ha promosso cinque eventi solidali dedicati a salute, prevenzione, educazione e uguaglianza di genere, oltre a due iniziative sostenibili rivolte ai bambini e tre attività a sostegno delle comunità del territorio.

A queste iniziative si sono aggiunte sponsorizzazioni in ambito sportivo, culturale e legate alle tradizioni locali, insieme alla partecipazione alla campagna AIRC "Nastro Rosa", che ha coinvolto clienti e collaboratori nella raccolta fondi a sostegno della ricerca.

Energia, economia circolare e riduzione dell'impatto ambientale

Sul fronte ambientale, CFadda ha proseguito il percorso di efficientamento energetico dei punti vendita e di incremento dell'utilizzo di fonti rinnovabili, ottenendo una riduzione dei consumi energetici rispetto all'anno precedente. Il percorso proseguirà anche nel 2026 con l'installazione di nuovi impianti fotovoltaici in due punti vendita, rafforzando ulteriormente l'utilizzo di energia da fonti rinnovabili.

L'azienda ha inoltre intensificato le attività dedicate alla gestione dei rifiuti e all'economia circolare, accompagnate dall'introduzione graduale di prodotti e imballaggi caratterizzati da un minore impatto ambientale. Attraverso il consorzio Bricolife, CFadda ha inoltre aderito a "Make It Zero", iniziativa internazionale promossa dall'associazione EDRA/GHIN, con l'obiettivo di contribuire alla riduzione delle emissioni lungo la catena di approvvigionamento e durante l'utilizzo dei prodotti.

Un percorso di sostenibilità che continua

Il terzo Bilancio di Sostenibilità rappresenta quindi un momento di rendicontazione, ma anche uno strumento per definire le prossime tappe del percorso di CFadda.

«Per noi la sostenibilità non è un progetto separato dall'attività quotidiana, ma un modo di fare impresa. Significa prendere decisioni pensando alle persone, al territorio in cui operiamo e agli effetti che le nostre scelte possono avere nel tempo. Questo Bilancio racconta il percorso che stiamo costruendo insieme ai nostri collaboratori, ai clienti e a tutti gli stakeholders. I risultati raggiunti sono importanti, ma rappresentano soprattutto un modo per continuare a migliorare con concretezza e responsabilità», dichiara CFadda.

Con il Bilancio di Sostenibilità 2025, l'azienda conferma così una strategia fondata su responsabilità sociale, attenzione ambientale, valorizzazione delle persone e vicinanza al territorio, proseguendo un percorso di crescita sostenibile che coinvolge l'intera organizzazione e le comunità in cui CFadda opera.

Clicca sul link per la lettura completa al bilancio: https://www.cfadda.com/bilancio-di-sostenibilita

31/08/2026   Gewiss presenta il Bilancio di Sostenibilitą 2025

Dalle performance ambientali alla valorizzazione delle persone, fino alla governance responsabile: il Bilancio di Sostenibilità 2025 racconta l’evoluzione di GEWISS lungo le tre direttrici Persone, Processi e Prodotti.

GEWISS pubblica il Bilancio di Sostenibilità 2025, confermando l’impegno verso un modello di sviluppo industriale sempre più innovativo, integrato e sostenibile. Redatto su base volontaria, il documento si ispira agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) e mantiene il riferimento ai principi GRI, fotografando i risultati raggiunti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025.

Direttrici di sviluppo del Gruppo

Nel 2025 GEWISS ha proseguito il percorso di crescita e consolidamento internazionale, rafforzando il proprio posizionamento nei settori della gestione e protezione dell’energia, mobilità elettrica, building automation e illuminazione intelligente. L’anno ha visto inoltre il completamento della riorganizzazione della Business Unit Lighting, con l’ingresso di Beghelli nel Gruppo e l’integrazione strategica con Performance iN Lighting e Tvilight, per un’offerta sempre più integrata.

Efficienza energetica e impatto ambientale

Gli interventi di efficientamento energetico realizzati nel 2025 hanno permesso di ridurre i consumi di 204 MWh, che si aggiungono ai 1.410 MWh risparmiati nel 2024. La riduzione complessiva è pari a circa il 2,4% dei consumi totali, con un abbattimento di circa 52 tCO2e. È cresciuto anche l’utilizzo di fonti rinnovabili: il 35% dei siti produttivi dispone oggi di impianti fotovoltaici, con una riduzione di circa 305 tCO2e. L’autoproduzione di energia rinnovabile è aumentata del 41% rispetto al 2024. Sul fronte dei prodotti, sono state ottenute 4 nuove certificazioni Product Environmental Profile (PEP Ecopassport®), con un incremento del 9,6% dei codici prodotto certificati. Il 93% dei rifiuti prodotti è inoltre classificato come non pericoloso.

Persone, sicurezza e responsabilità sociale

Al 31 dicembre 2025 GEWISS conta 3.297 dipendenti, in crescita del 49% rispetto al 2024. Il 96,8% delle persone è assunto a tempo indeterminato e la presenza femminile raggiunge il 40%. Nel corso dell’anno sono state erogate oltre 29.000 ore di formazione, mentre è proseguito l’impegno per rafforzare la cultura della sicurezza sul lavoro attraverso un approccio preventivo e strumenti dedicati. GEWISS ha inoltre continuato a monitorare le performance ESG della propria supply chain e ha promosso 2 iniziative di volontariato aziendale. Il GEWISS Experience Center ha ospitato oltre 150 eventi, coinvolgendo circa 3.000 persone.

Governance e certificazioni

Nel 2025 GEWISS ha ottenuto tre nuove certificazioni: ISO 45001 per salute e sicurezza sul lavoro e ISO 14001 per la gestione ambientale, entrambe per GEWISS Deutschland, e ISO 20121 per la sostenibilità degli eventi per il GEWISS Experience Center. Nel periodo di riferimento non sono stati registrati casi di corruzione all’interno del Gruppo, a conferma dell’attenzione verso una governance trasparente e responsabile.

28/08/2026   FILA Solutions sostiene la prevenzione maschile di Fondazione Veronesi

Sabato 29 agosto, Castelfranco Veneto ospita la tappa del progetto 2026 dedicato alla prevenzione e alla salute maschile.

Prosegue l’impegno di Fondazione Umberto Veronesi ETS nella sensibilizzazione degli uomini sull’importanza della prevenzione e nel sostegno alla ricerca scientifica sui tumori maschili. Il progetto “La prevenzione maschile in campo” 2026 si sviluppa da giugno a settembre con quattro tappe in diverse località italiane, unendo informazione, prevenzione, sport e solidarietà.

In occasione di ogni appuntamento vengono allestite due postazioni: una presso il Golf Club del territorio e una nella piazza principale del Comune. Qui, per tutta la giornata, un medico urologo offre consulenze gratuite, creando un'occasione concreta per promuovere la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce.

La tappa di Castelfranco Veneto

FILA Solutions SB, da sempre attenta ai temi della prevenzione e della salute, sostiene anche quest’anno il progetto. La tappa di Castelfranco Veneto (TV) è in programma sabato 29 agosto.

L’iniziativa si svolgerà in due location:

  • Piazza Giorgione, dalle 10.00 alle 18.00: saranno disponibili gratuitamente i consulti con il medico urologo. Presso lo stand sarà inoltre possibile cimentarsi in un divertente percorso di mini-golf, con una piccola donazione a sostegno della ricerca di Fondazione Veronesi.
  • Golf Club Cà Amata, dalle 9.00 alle 18.00: gli appassionati potranno partecipare al Trofeo Fondazione Veronesi, la gara che si terrà nella stessa giornata.

Un appuntamento che mette insieme sport, prevenzione e solidarietà, offrendo al pubblico l'opportunità di informarsi sulla salute maschile e contribuire concretamente alla ricerca scientifica.

FILA Solutions: prevenzione e responsabilità verso il territorio

«La prevenzione è un valore che guida da sempre il nostro impegno», afferma Francesco Pettenon, Amministratore Delegato di FILA Solutions. «La collaborazione con Fondazione Umberto Veronesi rappresenta un'espressione concreta della nostra responsabilità verso le persone e il territorio. La tappa di Castelfranco Veneto assume per noi un significato importante: poter sostenere un'iniziativa di così alto profilo, in un territorio che sentiamo parte della nostra identità, rafforza il legame con la comunità e testimonia la volontà di restituire valore ai luoghi vicino ai quali siamo cresciuti e operiamo ogni giorno. Dopo aver sostenuto negli anni iniziative dedicate alla prevenzione del tumore al seno, confermiamo anche quest'anno il nostro supporto al progetto dedicato alla salute maschile, convinti che ricerca scientifica, informazione e diagnosi precoce siano strumenti fondamentali per costruire una cultura della prevenzione e generare benefici duraturi per la collettività».

L’impegno di FILA Solutions per la prevenzione

La realtà padovana, leader nel settore dei sistemi per la protezione e la manutenzione delle superfici, porta avanti da anni iniziative dedicate alla prevenzione e alla sensibilizzazione dei propri collaboratori. Negli anni scorsi l’azienda ha promosso diverse attività dedicate alla prevenzione del tumore al seno, confermando il proprio impegno concreto per la salute e il benessere delle persone.

Anche quest’anno tutti i collaboratori e le collaboratrici di FILA Solutions hanno avuto la possibilità di effettuare un elettrocardiogramma (ECG) con il supporto di uno staff composto da un medico cardiologo e da un’assistente. Per le donne sono state inoltre organizzate visite mediche ed esami diagnostici per la prevenzione del tumore della mammella, tra cui ecografie mammarie e mammografie, gestiti da uno staff composto da un medico senologo e un’assistente. Il sostegno a “La prevenzione maschile in campo” rappresenta quindi la naturale prosecuzione di un percorso che mette al centro prevenzione, ricerca scientifica, salute e responsabilità sociale, con l’obiettivo di contribuire a diffondere una maggiore consapevolezza sull’importanza dei controlli e della diagnosi precoce.

27/08/2026   Mercato dei prodotti vernicianti: la nuova indagine Assovernici

Consumatori e professionisti sempre più orientati a qualità, consulenza e prestazioni.

Come scelgono pitture e vernici consumatori e professionisti? Quali sono i canali di vendita più utilizzati e i fattori che orientano le decisioni? Risponde a queste domande la nuova indagine “Comportamenti d’acquisto verso pitture e vernici: consumer & professional” di Assovernici, che analizza percorsi di scelta, dinamiche di consumo e trend del mercato. Dalla ricerca emerge il valore strategico di relazioni, competenza, innovazione e consulenza professionale per costruire fiducia e valore lungo tutta la filiera.

Acquisto di pitture e vernici: prima la funzionalità

Il percorso di scelta del consumatore è principalmente funzionale e orientato alla soluzione del problema applicativo. Prima dell’acquisto contano soprattutto la tipologia di vernice e le modalità di esecuzione del lavoro, mentre colore, marca e prezzo assumono maggiore importanza nelle fasi successive. I negozi fisici restano protagonisti sia nella fase informativa sia in quella di acquisto, mentre l’e-commerce mantiene un ruolo marginale. Il consiglio dell’addetto al punto vendita è considerato prezioso dal 46% degli intervistati.

Colorifici specializzati e consulenza

I grandi store del bricolage sono scelti soprattutto da chi cerca autonomia e convenienza. Il colorificio specializzato è invece il riferimento per chi punta su qualità, consulenza e assistenza tecnica, con livelli di fidelizzazione più elevati. Tra i principali driver di scelta figurano funzionalità e praticità: i consumatori cercano prodotti semplici da applicare, durevoli e accessibili. La convenienza pesa maggiormente tra i giovani, le prestazioni tecniche nella fascia adulta e la semplicità d’uso tra i senior.

Il colore come leva di soddisfazione

Il colore, pur non essendo prioritario nella selezione iniziale, diventa la principale leva di soddisfazione a lavoro concluso. I consumatori sono inoltre disposti a pagare un prezzo premium per ottenere la tonalità desiderata. Le tinte neutre restano le più apprezzate. I giovani mostrano una maggiore apertura verso le tonalità fredde, mentre il pubblico più maturo predilige i toni caldi.

Sostenibilità: cresce l’attenzione

La ricerca evidenzia margini di crescita nella conoscenza della sostenibilità dei prodotti vernicianti. Il 50% degli acquirenti dichiara di consultare le etichette, ma solo un consumatore su dieci conosce certificazioni ambientali ufficiali come l’Ecolabel. Più diffuse risultano invece le diciture generiche o promozionali.

Professionisti e imbianchini: una filiera interdipendente

Gli imbianchini acquistano quasi esclusivamente nei colorifici specializzati e mostrano una forte fidelizzazione verso i prodotti già utilizzati. L’innovazione viene accolta soprattutto quando garantisce vantaggi concreti in termini di resa ed efficienza applicativa. Il processo d’acquisto coinvolge tre protagonisti: l’applicatore, che decide sugli aspetti tecnici e sulla tipologia di prodotto in oltre il 78% dei casi; il cliente finale, che definisce obiettivi estetici e budget nel 68,4% dei casi; e il punto vendita, determinante nella consulenza e nella validazione finale per quasi il 90% degli intervistati.

Assovernici: il valore nasce dalle relazioni

«Il nostro mercato non è un ecosistema omogeneo, ma una costellazione di canali con identità precise, dove la fedeltà si edifica sulla reputazione, sulla competenza e sul servizio», commenta Benedetta Masi, Presidente di Assovernici.

Secondo Masi, la sfida per il settore è integrare competenza tecnica, servizio e cultura del prodotto, sostenendo il professionista e facilitando le scelte del consumatore. È dalla qualità delle relazioni tra industria, distribuzione e applicatori che possono nascere maggiore fiducia, differenziazione e valore per tutta la filiera.

26/08/2026   Henkel cresce nel 2026 e alza le stime sul fatturato

Nonostante un contesto economico ancora sfidante, Henkel chiude la prima metà del 2026 con una performance solida. Il gruppo tedesco ha registrato 10,348 miliardi di euro di fatturato, in calo nominale dello 0,5%, ma con una crescita organica del 3,2%. Nel secondo trimestre la crescita organica ha raggiunto il 4,7%.

A sostenere i risultati sono state entrambe le divisioni. Adhesive Technologies ha registrato una crescita organica delle vendite del 4,5%, trainata soprattutto da Mobility & Electronics (+7,8%) e Packaging & Consumer Goods (+4,7%). Consumer Brands è cresciuta dell’1,7%, con il business Hair in forte progresso (+4,2%).

Sul fronte della redditività, l’EBIT depurato è salito a 1,62 miliardi di euro, mentre il margine EBIT depurato è migliorato al 15,7%, dal 15,5% dello stesso periodo del 2025. L’EPS depurato per azione privilegiata è aumentato dell’1,8%, a 2,86 euro. Positivo anche il free cash flow, salito a 612 milioni di euro, contro i 485 milioni del primo semestre 2025.

Henkel accelera sulle acquisizioni

Nel primo semestre Henkel ha rafforzato la propria strategia di crescita attraverso cinque operazioni di M&A per circa 5 miliardi di euro. Quattro acquisizioni sono già state completate: Wetherby Laroc, ATP Adhesive Systems, Not Your Mother’s e OLAPLEX. Il closing di Stahl Group è previsto nella seconda metà del 2026.

L’acquisizione di OLAPLEX, marchio premium dell’Hair Care con circa 370 milioni di euro di fatturato annuo, rafforza la posizione di Henkel nel segmento professionale e premium dei prodotti per capelli. Con ATP Adhesive Systems, invece, il gruppo amplia l’offerta nelle tecnologie adesive e nei nastri speciali ad alte prestazioni.

Previsioni 2026 riviste al rialzo

Alla luce dei risultati del semestre, Henkel ha aumentato le stime di crescita organica del fatturato per il 2026 all’1,5%-3,5%, dal precedente 1%-3%. Per Adhesive Technologies la previsione passa al 2%-4%, mentre per Consumer Brands resta allo 0,5%-2,5%.

Il gruppo conferma inoltre una previsione di margine EBIT depurato tra il 14,5% e il 16% e una crescita dell’EPS depurato, a tassi di cambio costanti, nella fascia bassa-alta delle percentuali a una cifra.

Secondo il CEO Carsten Knobel, i risultati confermano che la trasformazione di Henkel sta producendo risultati concreti e pongono il gruppo in una posizione favorevole per proseguire il percorso di crescita redditizia e sostenibile.

Ullmann diventa marchio nazionale di interesse storico

04/02/2025

Grazie alla lunga tradizione che risale al 1931, Ullmann è stata recentemente inserita nel registro dei marchi storici di interesse nazionale dell'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM).

Il marchio Ullmann ha attraversato decenni di evoluzione, consolidandosi come punto di riferimento nel settore della ferramenta, utensileria, edilizia e colori. Scopriamo insieme la storia e le tappe significative che hanno portato questo marchio a essere riconosciuto come simbolo di tradizione e avanguardia.

Un marchio storico che rappresenta il Made in Italy

Fondata a Genova nel 1931 da Enrico Armando Ullmann, l'azienda ha saputo evolversi senza mai perdere le proprie radici nella tradizione familiare. Da sempre sinonimo di qualità e avanguardia, il marchio Ullmann si unisce così a una selezionata lista di marchi storici che incarnano la tradizione e l'innovazione del Made in Italy.

La crescita e l'evoluzione nel corso dei decenni

La storia del marchio è ricca di tappe significative. Durante gli anni della ricostruzione post-bellica, l'azienda introdusse in Italia i primi strumenti per il fai-da-te, soddisfacendo le nuove esigenze del mercato. Negli anni successivi, Ullmann ha sempre anticipato le tendenze, come dimostrano alcuni dei suoi successi:

  • Anni '60: l'importazione dagli Stati Uniti del Miller Sprayer, un "compressore che sta sul palmo della mano";
  • Anni '70 e '80: l'introduzione delle lame a spezzare Tajima e dei marcatori a smalto Snowman, primi con punta in feltro, direttamente dal Giappone;
  • Anni '90: il lancio di prodotti innovativi, come le spatole sintetiche extra-flessibili e i marcatori atossici, senza xilene, acidi e solventi chimici.

L’impegno per l’innovazione e la qualità: ISO 9001:2005 e AEO

Ullmann non ha mai smesso di crescere e innovare. A conferma della sua qualità e impegno nel miglioramento continuo, l'azienda ha recentemente ottenuto la certificazione ISO 9001:2005 e l'autorizzazione AEO (Authorised Economic Operator) dall'Agenzia delle Dogane.

Il commento del Direttore Esecutivo

Siamo molto contenti che Ullmann abbia ottenuto la prestigiosa certificazione di marchio storico di interesse nazionaleÈ un onore ricevere un riconoscimento che confermi il ruolo ricoperto dalla nostra famiglia e dalla nostra azienda in Italia e non solo”, ha commentato il direttore esecutivo Enrico Ullmann, nipote del fondatore.

Il supporto del progetto PNRR e START 4.0

Il riconoscimento di marchio storico è stato possibile anche grazie al progetto PNRR, coordinato da START 4.0, che ha permesso a Ullmann di beneficiare di un servizio agevolato per la tutela della proprietà intellettuale (PI), erogato dallo studio legale specializzato BIPART, focalizzato sulla protezione e valorizzazione dei diritti di proprietà intellettuale.


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